Comune di San Pietro in Cerro

San Pietro in CerroSan Pietro in Cerro è un piccolo, ma grazioso paese della bassa padana piacentina lambito dal torrente Arda, circondato da arre agricole che si introducono con garbo entro lo stesso centro abitato come pure in quello della frazione Polignano.Viene definito come il ”paese-giardin”, per i viali alberati e i verdeggianti parchi che caratterizzano il centro storico e cibvico. Si respira ancora la tipica atmosfera di paese agricolo, legato alle tradizioni e alla cultura del territorio. Sicuramente l’elemento architettonico e storico che meglio contraddistingue il Comune di San Pietro in Cerro è il suo imponente e maestoso castello


LA FRAZIONE DI POLIGNANO


Situata a qualche chilometro dal capoluogo è raggiungibile da strade perpendicolari, frutto della centuriazione romana, particolarmente evidente nella zona del Crocione. Documentata intorno all’anno Mille la pieve romanica dedicata a San Donato. Nel XIV sec esisteva un fortilizio; le cronache piacentine ricordano che nel giugno del 1307, al tempo delle feroci lotte fra nobili e popolari per la supremazia politica della città, si mossero contro il castello di Polignano (tenuto dai Da Fontana esponenti della fazione popolare) le milizie del ghibellino Gilberto Da Correggio, formate da 800 cavalieri e 500 fanti, in gran parte parmigiani. Il Da Correggio era stato chiamato dai nobili piacentini, costretti dagli avversari ad abbandonare il territorio urbano; del fortilizio non si hanno altre notizie.


STORIA e CULTURA

Le origini del paese fanno riferimento ai romani che qui edificarono un “castrum” a difesa dai Galli. Nel 996 d.c., così si narra, fu costruita, nei pressi di un maestoso cerro, una pieve battesimale dedicata al primo degli apostolo, spiegando di fatto anche le origini del toponimo. Ubicato su un’antica via di pellegrinaggio la strada a Bardum, che collegava la via Postumia con la via Francigena era luogo di transito come testimonia pure la sede romanica della frazione Polignano dedicata a San Donato. Dopo un breve dominio dei Malaspina, divenne in seguito un avamposto dello Stato Pallavicino entro i cui territori gravitò fino al Cinquecento pur passando sotto la dominazione di potenti famiglie quali i Landi, per divenire, nel 1466, feudo dei Conti Barattieri, di cui si conserva ancora lo splendido Castello e il palazzo seicentesco, in seguito fece parte del Ducato di Parma e Piacenza.


MONUMENTI STORICI

Chiesa di San Pietro Apostolo
Pieve_di_San_Pietro_in_Cerro_(PC)_03Documentata nel 969 come pieve romanica, ampliata nel 1522, presenta una facciata  a capanna, in mattoni a vista, rinserrata da lesene d’angolo doriche, su due ordini. Al di sotto dei rampanti corre una cornice modanata in pietra su mensole. Tre portali, si aprono in facciata, quello centrale più alto, quelli laterali, feriali, tamponati, rettangolari sormontati da un frontone curvilineo spezzato, su lesene doriche, con al centro del timpano tre cornici rettangolari, coronate da frontone semicircolare. Nella parte alta della facciata si aprono, al centro, più alto, e ai lati, più bassi, tre rosoni circolari. I fronti laterali sono scanditi in quattro campate, da contrafforti e forati, al centro di ogni campata da finestroni orbicolari. Ai fronti si addossano i volumi, più bassi, senza soluzione di continuità, di quattro cappelle votive per lato, scandite da lesene. Al centro delle campate si aprono nelle cappelle finestroni orbicolari. In corrispondenza della terza campata di sinistra si trova, al di sotto del finestrone, una nicchia in aggetto. Tra le lesene corre una cornice, in pietra con mensole. L’abside poligonale è scandito da lesene con ai lati due monofore ad arco a sesto acuto e finestrone centrale ad arco a tutto sesto. Sul lato destro si addossa la canonica. Il campanile sorge sul lato destro, addossato all’abside. A pianta quadrata, su due ordini, separati da cornici marcapiano, termina con una cella campanaria aperta sui quattro lati da bifore ad arco a tutto sesto, con colonna dorica centrale. La cella è coperta da tetto a guglia conica in laterizi.L’interno è ad unica navata con cappelle laterali, sopra il portale collocato un organo risalente al sec. XVIII. La torre campanaria presenta una copertura a cono. È dedicata al primo Apostolo e sul fronte dell’abside campeggia all’alto la scritta in affresco ”TU ES PETRUS TIBI TRADITA SUNT CLAVES REGNI CAELORUM”, e nell’abside stesso una grande vetrata raffigura San Pietro e sembra derivare dall’identico soggetto conservato nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Sempre all’interno spicca l’affresco della Beata Vergine delle Grazie attribuito al celebre Della Robbia e la pittura in ornato attribuita al Bibiena; nella seconda cappella di man sinistra sono conservate le spoglie di S.Orsola. (Nel V secolo dell’era cristiana dall’Inghilterra invasa dai Sassoni, la giovane Orsola insieme ad altre compagne, si rifugiò nelle regioni del Reno rinchiudendosi in un monastero per vivere nel segno della Fede: fu poi trucidata dai terribili Unni di Attila e sul luogo del martirio, in Colonia, fu eretta un’importante Basilica. Per volere ed intercessione della famiglia Barattieri, postasi sotto la Sua protezione, le spoglie furono nel 1342 traslate in Piacenza e poi nella Chiesa di San Pietro in Cerro ).

Palazzo e parco storico Villa Barattieri
ParcoPalazzoBarattieriFatto costruire nel 1495 da Bartolomeo Barattieri, rimaneggiato nel XVII e nel XIX sec. da Vittorio Barattieri. Il palazzo presenta una pianta ad U con l’interno suddiviso in ampi saloni; la facciata è semplice e presenta lo stemma nobiliare. appartenuto ai nobili Barattieri fino al XX sec. ora è di proprietà comunale e destinato ad attività culturali e ricreative. Attornia il palazzo un meraviglioso e grande parco, difeso da una continua cortina muraria, prima suddiviso in giardino all’italiana, area ortiva e peschiera ed ora disposto a viali alberati di tigli e platani che a raggiera convergono verso il cortile del palazzo; nelle aree intercluse dai viali sono presenti alcune sparse essenze arboree di ”cerri” ed alcuni esemplari di secolari ippocastani.

Villa Brondelli di Brondello
Costruita nella seconda metà del XVII sec. dai componenti del ramo piacentino della famiglia Gavazzi Della Somaglia, divenne, nella prima metà dell’Ottocento, proprietà della famiglia Barattieri, per passare all’inizio del Novecento alla famiglia piemontese Brondelli di Brondello. La costruzione si presenta incompleta, preceduta da un ingresso scenografico con giardino e facciata arricchita da tre archi. L’imponente palazzo, in cui domina un immenso salone posto al piano nobile, è circondato da una serie di edifici di servizio ove erano custodite le prestigiose carrozze collezionate dal Conte Dionigi Barattieri e poi donate al Comune di Piacenza ed ora esposte nei Musei di palazzo Farnese. Adiacente alla villa risulta ubicata la Cascina la Bassa realizzata in stile neorinascimentale con torre scandita da monofore.

Casino di campagna Barattieri
Il palazzo che attualmente è la sede del Municipoi fu eretto dal conte Alessandro Barattieri ed è un grazioso esempio d’architettura ottocentesca progettato da Guglielmo Della Cella insigne professionista piacentino formatosi presso l’Accademia Militare di Vienna il quale si occupò anche dei lavori di restauro del Duomo di Piacenza. In esso sono custoditi valenti dipinti ottocenteschi di grandi maestri originari delle terre del Ducato di Parma e Piacenza (Carmignani-Pollinari-Fanti-Marchesi ).
Cà Giuseppina
Anticamente sorta come luogo d’osteria, fu poi restaurata, per volere della marchesa Giuseppina Arboreo di Gattinara Barattieri, nel XIX sec. Elegante costruzione in stile neomedievale con un grazioso loggiato al piano primo e torretta nell’angolo sud ovest caratterizzata da eleganti finestrelle arcate. Al piano nobile si accede tramite un’imponente scalone dove le stanze presentano soffitti a cassettoni decorati; particolarissimi camini si elevano dal tetto contribuendo ad impreziosire l’edificio posto verso la principale piazza del borgo.

LA CHIESA DI SAN DONATO MARTIRE ( Polignano)
Antica pieve dedicata a S.Donato, vescovo e martire aretino,in cui si leggono ancora tracce dell’originario edificio romanico sotto i rifacimenti di epoca varia, tra i quali predomina il gustosettecentesco della facciata. Dell’antichità della chiesa fanno fede diversi documenti in cui essa viene citata: un privilegio del 1040 di Ariberto d’Intimiato, altri documenti del XII secolo relativi a dispute tra prelati in merito alla riscossione delle decime. Portava il titolo di arcipretato, ma per la tenuita delle sue rendite e la sua posizione, in mezzo a selve disabitate ed infeconde, fu nel secolo XIV abbandonata dal suo pastore, motivo per cui il vescovo la incorporò (nel marzo del 1372) alla parrocchiale di S.Maria Assunta in Caorso trasportando in quest’ultima il titolo di arcipretatato e la dignità di pieve. Fu poi governata da un rettore amovibile, il cui diritto di nomina fino alla fine del XVIII secolo fu esercitato dai parrocchiani. Nel 1919 venne nuovamente insignita dell’antico titolo arcipreturale.
In questa chiesa furono battezzati gli avi di linea materna del grandissimo Maestro Giuseppe Verdi. Angela infatti, la nonna di Verdi proveniva dalla famiglia Villa di Polignano ed fu data in sposa a Carlo Uttini il 16 ottobre 1774; dalla loro unione nacque il 29 settembre 1787 Luigia futura madre.


LUOGHI e LOCALITÀ DI INTERESSE STORICO

 La Santina: (Polignano)
Villa con oratorio annesso risalente alla prima metà del XVII secolo, dove spicca il tamburo a pianta ottagonale con torretta. Appartenuta alla nobile famiglia milanese dei Santini, ora di proprietà privata

LOCALITÀ La Fontanazza: (Polignano)
Avamposto medioevale appartenente ai Landi Val di Taro già nel 1558 ed in seguito confiscato dal Duca Ottavio Farnese a causa di un atroce delitto commesso da un componente della famiglia Landi. Nel 1667 il fortilizio venne dato in investitura, con il titolo marchionale, ai Mansi di Lucca che ne mantennero il possesso fino alla fine del secolo scorso. Annesso alla torre fortilizia vi è l’Oratorio dedicato a S.Michele, di cui ne è documentata l’esistenza fin dal 1579.

CASTELLO di SAN PIETRO in CERRO

Uno dei principali motivi di interesse culturale di San Pietro in Cerro: un fortilizio del 1491, sorto su un maniero precedente, che costituiva una sorta di avamposto volto a proteggere il territorio piacentino dalle incursioni cremonesi. Ad un severo aspetto esterno fa da contraltare la leggiadrìa dell’interno: presto, infatti, le funzioni militari della fortificazione passarono in secondo piano e San Pietro in Cerro divenne una residenza nobiliare.


VIA FRANCIGENA

San Pietro in Cerro è attraversato da un’antica storica via ( strada ad Bardum) che collegava la via Postumia con la via Francigena e prima ancora con la via degli Abati, antesignana della via Francigena, che a Bardi si intersecava con il percorso di pellegrinaggio longobardo che collegava Bobbio a Pontremoli.

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PERSONAGGI ILLUSTRI

IN ARDENGA
Un breve percorso che porta agli incontaminati ed ameni luoghi paesaggistici dell’Ardenga, lungo il torrente Arda , ed ove vi è la casa d’infanzia del celeberrimo scalatore Walter Bonatti che , proprio nei tortuosi meandri e ripide scarpate del torrente , si generò la sua immane passione per l’avventura nel rispetto ed amore per la natura.

Il Grandissimo Alpinista: WALTER BONATTI
Cittadino onorario di S.Pietro in Cerro ed a cui è dedicato il giardinetto delle Scuole.
Scalatore estremo, esploratore impavido, narratore insigne, straordinario uomo ”forte e libero”, a San Pietro in Cerro trascorse la sua infanzia.
Celebrato in tutto il mondo mai dimenticò questi luoghi ed ha lasciato alla sua gente questo bellissimo e significativo scritto :
“A San Pietro in Cerro, riconoscente per avermi indicato, nei miei anni giovanili ,la giusta impronta da seguire sul difficile cammino della vita.
Sarà proprio quell’insegnamento, quell’indelebile imprinting avuto dalla sua terra di gente salda e genuina, a sostenermi nelle imprese più difficili.”
Walter Bonatti


TURISMO e NATURA

PEDALANDO IN VAL D’ARDA

”itinerario cicloturistico n.11 Cicloturismo tra l’Appennino e il Po :Redazione SITUR Provincia Piacenza)”<br\> Un percorso pianeggiante, a fianco della Val d’Arda; il percorso attraversa le località della zona e le peculiarità storiche, culturali, paesaggistiche delle località stesse ( Monticelli d’Ongina con il Museo Etnografico del Po, Caorso con la sua fortezza, la cittadina rinascimentale di Cortemaggiore, S. Pietro in Cerro con il suo prestigioso castello, S.Agata di Villanova sull’Arda dove visse Giuseppe Verdi.

ALLE CICLOVIE DEL PO

Lungo stradette tranquille, sia dalla frazione Polignano che dal capoluogo, si può in breve tempo arrivare alle piste ciclabili lungo il Grande Fiume ed ai suoi incantevoli luoghi naturalistici.


EVENTI e MANIFESTAZIONI

RICORRENZE TRADIZIONALI PERIODO
FESTA DELLA BURTLEINA (fraz. Polignano)
primo week end di GIUGNO
La FESTISSIMA a Parco BARATTIERI
terso e quarto week end di GIUGNO
Festa del Patrono della frazione di Polignano 
5-7 AGOSTO
Fiera NATUROLISTICA
fine SETTEMBRE
Sagra d’Ottobre (popolare/religiosa) 
Secondo week end di OTTOBRE
Al dé ad San Martén primo week end di novembre

 

 

 

 

 


San Pietro in Cerro (PC) 
Via Roma, 31/2
29010 San Pietro in Cerro (PC) ITALIA 
Tel +390523836479 Fax +390523835322
[email protected] - http://www.comune.sanpietroincerro.pc.it/

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