Comune di Caorso

CAORSO

CAORSO

Già teatro di insediamenti neolitici, Caorso si colloca sull’antica direttrice della via consolare che da Genova, attraverso Piacenza e Cremona, giungeva ad Aquileia, segnando uno dei limiti della conquista romana verso nord.Le risorse naturalistiche ed ambientali che il Po offre sono innumerevoli ed affascinanti, caratterizzando il paesaggio ora con canneti e saliceti, ora con boschi umidi, ninfee gialle e castagne d’acqua.Un vero e proprio microuniverso estremamente articolato, formante un significativo ecosistema di un patrimonio unico, che potremo conservare solo con un assoluto rispetto per questo fiume, linea di confine geografica, culturale e comune denominatore della vita della gente padana.Il comune di Caorso comprende le frazioni di Fossadello, Muradolo, Roncarolo e Zerbio.


STORIA e TERRITORIO

Il comune di Caorso comprende le frazioni di Fossadello, Muradolo, Roncarolo e Zerbio. Nei secoli dopo il Mille la storia del borgo si identifica a grandi linee con il suo fortilizio. Nei secoli XIII – XIV il complesso fece parte dello Stato Pallavicino per passare poi, nel 1385, ai Visconti che lo davano in feudo ad una nobile

…CAPUTURSI

Il toponimo Caorso, nelle forme Caput Orsi e Caput Ursi, documenta da un lato l’esistenza nei primi anni del IX secolo di un abitato, chiamato appunto Caorso, e dall’altro la sua probabile ascendenza romana. Rimane tuttavia aperta la questione se il nostro Caput Ursi dall’evidente significato di ‘Testa d’Orso’ facesse riferimento alla somiglianza fisica del luogo alla testa dell’animale o piuttosto all’esistenza sul territorio di immagini che la raffigurassero.Un’altra antica leggenda racconta che nell’anno 820 due sorelle di Podone: Orsa e Imelde, avrebbero fatto erigere a loro spese la chiesa e le prime case che, dal nome di una delle due donne, si sarebbero chiamate Cà dell’ Orsa, abbreviata poi in Caorso


TURISMO

La Regione Emilia-Romagna ha nominato ”COMUNE TURISTICO” il territorio di Caorso, inserendolo nei percorsi regionali di attrazione ambientale, storica e culturale. Dal 2007, Caorso e&grave quindi meta di numerosi visitatori alla ricerca di veri e propri tesori da scoprire. Alcuni esempi: la straordinaria Rocca Mandelli del 1200 (sede del municipio), il percorso fluviale dal torrente Chiavenna al fiume Po con la motonave ”Calpurnia”, l’incontaminata oasi naturale in mezzo al grande fiume dell’ ”Isola de Pinedo”, le nuovissime piste ciclabili realizzate tra la rigogliosa natura rurale della pianura Padana, il percorso enogastronomico della ”Strada dei sapori del Po e della Bassa piacentina”, i piatti tipici come gli anolini con ripieno di pasta di salame e grana, il pescegatto fritto, le numerose feste e sagre dedicate alla buona tavola (crostata, anatra, cipolla, porchetta, torta fritta) e tanto altro ancora. Venite a scoprire un mondo nuovo, venite a Caorso.

 



CULTURA E MONUMENTI STORICI

ROCCA MANDELLI e la sua CAPPELLETTA PENITENZIALE del XVII sec.
Oggi, l’imponente e suggestiva Rocca Mandelli è sede del municipio e degli uffici comunali. Essa è da ricondursi verosimilmente agli anni immediatamente successivi alla data di infeudazione di Ottone Mandelli delle terre di Caorso da parte di Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, il 7 aprile 1383. Il dominio di un’area geografica così importante, sia per la dotazione di acque sia per il controllo delle terre comprese tra la via Emilia e il Po, veniva assegnata al discendente di una famiglia che aveva ripetutamente e fedelmente servito la causa dei Visconti, ricoprendo la carica di Podestà di Piacenza. Era un atto importante per l’assestamento della signoria viscontea sulla città e sul contado piacentino, se si pensa che proprio 10 anni prima, nel 1373, era stata costruita la cittadella di Piacenza detta ”di Fodesta o di Po”, massimo esempio di autorità militare e politica viscontea sul luogo. Proprio tra la fine del trecento e i primi decenni del quattrocento con l’avvento di Francesco Sforza nel territorio piacentino cessarono gli scontri violenti e interminabili tra le fazioni opposte. Come si è visto, i Mandelli ricevettero conferma dell’investitura e dei privilegi nel 1422 dai duchi Filippo Maria Visconti e Francesco Sforza rispettivamente nel 1422 e nel 1449, anno in cui ricevettero anche il titolo nobiliare e la separazione e la giurisdizione di Piacenza, che mantennero fino all’estinzione della famiglia con Bernardino nel 1827.


CHIESA DI S.MARIA ASSUNTA con il suo prezioso organo dell’ 800
Pur in parte ricostruita nel XX secolo in stile neogotico, la chiesa ha origini medioevali. Al suo interno si trovano un prezioso organo dell’Ottocento (F.lli Lingiardi 1840), resti di affreschi del XV secolo di cultura lombarda con influssi cremonesi raffiguranti sui pilastri immagini devozionali di santi, tra cui S.Rocco, sull’arco trionfale l’Annunciazione, nella seconda cappella un Crocifisso ligneo, sulle lunette l’Adorazione, la Crocifissione e le Storie di S.Giuliano.

SAN ROCCO DI MONTPELIER


AMBIENTE e NATURA

La porzione di alveo e di argini che ricade ne territorio del Comune di Caorso è uno tratti più interessanti e rappresentativi degli ambienti tipici delle zone di golena del fiume Po, quali lanche, canneti, boschi ripariali e residui di vegetazione planiziale, oramai scomparsi da gran parte del territorio padano. In questo angolo di paradiso sorge l’Oasi De Pinedo che, per buona parte della sua estensione, rientra all’interno della fascia di tutela della centrale elettronucleare di Caorso, ormai chiusa. La zona gode della tutela del Piano Territoriale Provinciale e del Piano Paesistico Regionale.

CICLOTURISMO

Le suggestioni di pedalare attraverso i tanti tratti di paesaggio immersi nella natura, che sembrano sospesi nel tempo. Il lento scorrere del fiume Po sovrasta ogni cosa: percorsi tra i frutteti in fiore e i filari di pioppi lungo gli argini, accompagnati solo dal volo degli aironi, alla scoperta di paesaggi permeati della storia e della tradizione di questi luoghi.Tanti sono gli itinerari che consentono di visitare le terre lambite dal tratto piacentino del Grande Fiume. Da sempre la tradizione della bicicletta, tipicamente emiliana, ha coinvolto anche le campagne della bassa piacentina e tra i tanti nomi celebri: “La leggenda de La Freccia di Caorso”

ATTILIO PAVESI: UN PEZZO DELLA STORIA DI CAORSO

Pista ciclabile “Via Po” in provincia di Piacenza


NAVIGAZIONE


PRODOTTI TIPICI

La vocazione tradizionalmente agricola di questi luoghi, il clima particolarmente favorevole e il terreno ricco e umido ma mai troppo inzuppato di acqua, rende questi luoghi il substrato ottimale per la cipolla piacentina. La cipolla è considerata una coltura da rinnovo che apre la rotazione delle culture, tipica di queste zone. Cipolla Piacentina: una cipolla che ride è l’emblema di un marchio che rassicura i consumatori nella sua qualità, peculiarità organolettiche, finalmente attestate ufficialmente dal riconoscimento del marchio del Consorzio dei Produtori Cipolle


EVENTI e MANIFESTAZIONI

RICORRENZE TRADIZIONALI PERIODO
FESTA DEL PESCATORE Roncarolo
PRIMO WEEK END DI GIUGNO
FESTA per il PO Roncarolo
SECONDO WEEK END DI GIUGNO
Ricordi del Passato (Centro di Caorso)
ULTIMA DOMENICA DI AGOSTO
SAGRA dell’ANATRA (Centro di Caorso)
SECONDO WEEK END DI SETTEMBRE
Caorso e Tipicità Emiliane
(Manifestazione Enogastronomica lungo le vie del centro storico)
TERZA DOMENICA DI OTTOBRE

 


Caorso (PC)
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